Costruzioni Fantastiche

Costruzioni Fantastiche

un progetto di BLITZ

all’interno di DIVERSE VISIONI 2019/2020

ideato da Margherita Ortolani

a cura di Giulia Crisci

con il sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo

Questo è uno spazio laboratoriale per invenzioni reali e costruzioni fantastiche: parole, grammatica delle nostre narrazioni, delle nostre visioni.

È un diario e un'appendice del progetto Diverse Visioni, dove lasciar riposare idee, dando loro uno spazio di esistenza. Un luogo a cui si accede da un varco fatto di scritture che chiamano altre scritture.

È una riflessione aperta, incompleta e sempre parziale su quello che vediamo, quello che vorremmo vedere e su ciò che non ci viene mostrato. Provando ad enunciare ciò che manca, lavoriamo sulle condizioni per un'immaginazione democratica.

L'umana fantasia inventa spesso ricombinando pezzi di cose che significano altre cose. Simboli nuovi per significati già esistenti e viceversa. In fondo, non è il nuovo di cui abbiamo fame, è l'altrimenti.

Vorremmo ascoltare racconti coraggiosi, vorremmo prendere parola, vorremmo contribuire a creare spazi in cui ognuno possa scrivere la sua storia, in cui nessuno sia più solo oggetto, ma autore.


Vorremmo inventare storie audaci più del reale, scompigliate, flussi senza punteggiatura. Tessiamo percorsi di traduzione umana, per comprenderci e per tradire i significati normativi.

Siamo scomposti e tentiamo di ricomporci, con leggerezza fantasmagorica e visionaria.

Queste costruzioni sono dunque brandelli che, come in un collage, incollati su supporto e stratificati si ricombinano. Frammenti si insinuano e altri pezzi cadono, mozzati, spostano il senso e scardinano la norma di cui l'immagine è composta. Nascono nuovi paesaggi, nuove forme di vita in comune.

Questo esercizio è fatto della stessa ginnastica dello stare al mondo, che richiede muscoli allenati... Per questo bisogna allungarsi, per oltrepassare narrazioni stanche, cariche di stereotipi frutto di una cultura che ignora il plurale, di occhi sempre uguali, di pensiero che non muove, di spiegazioni che ci chiudono in una solitudine spaventosa.

Questo è uno spazio di elaborazione per chi non pensa che in conversazione, in quel modo che abbiamo di occupare abusivamente le parole come case abbandonate, riabitarle collettivamente, nel gesto rituale di chiederci: “che cosa significano per te?”

Raccogliamo lemmi- o lembi -come glossario che tiene insieme i pezzi, senza catalogarli, in ogni momento lasciandoli liberi di cadere dalla carta.

“Alla fine il destino di ogni scrittura è di cadere in polvere, e pure della mano scrivente non resta che lo scheletro. Righe e parole si staccano dalla pagina, si sbriciolano, e dai mucchietti di polvere ecco che spuntano fuori degli esserini color arcobaleno e si mettono a saltare. Il principio vitale di tutte le metamorfosi e tutti gli alfabeti riprende il suo ciclo”. (Italo Calvino)

 

Dentro un processo di metamorfosi, le parole, le idee, le visioni sul mondo prendono vita come nuove creature, bestie fantastiche.

Cosa è l'umano, se non una bestia che rivendica il proprio diritto all’immaginazione?

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